Una vera e propria raffica di colpi di kalashnikov e di pistola. Tra i venticinque e i trenta. Così è stato rispedito al Creatore il vecchio ed importante boss di ‘ndrangheta della Sibaritide Leonardo Portoraro, 63 anni, alias "Narduzzo" o "giornalu favuzu", originario di Cassano Jonio ma per anni stabilitosi per affari nel vicino Comune di Francavilla Marittima. La sua fine, però, non è stata decretata né a Cassano né a Francavilla, bensì a Villapiana, altro Comune vicinissimo dove la vittima aveva interessi commerciali

ed un bar-ristorante lungo il vecchio troncone della Statale 106 jonica, un’attività quest’ultima intestata ad altri ma a lui riconducibile, il bar “Tentazioni” (foto). Ed è proprio davanti al suo bar che l’hanno ammazzato. Ad entrare in azione, intorno alle 10,40 di stamane, un ignoto commando armato ed incapppucciato, giunto sul posto a bordo di un’autovettura Audi di colore scuro. Portoraro pare fosse seduto ad un tavolino in compagnia d’altre persone, davanti alla propria auto lì parcheggiata. I sicari, dai finestrini della loro auto, hanno puntato dritto su di lui trucidandolo e non lasciandogli alcuno scampo. Compiuta la loro missione di morte gli stessi killer si sono allontanati sfrecciando a bordo dell’Audi lungo lo stesso troncone della 106 in direzione Sud.

È chiaro come il sole forte di stamane che si tratta d’un omicidio firmato dalle organizzazioni di ‘ndrangheta che regnano su questo bellissimo, ricco e maledetto grand’angolo di Calabria. Sul posto poco dopo sono giunti i carabinieri della Compagnia di Corigliano e del Comando provinciale di Cosenza, che hanno dato avvio alle indagini. V’è attesa per l’arrivo del Procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla o del magistrato di turno presso la Procura, che comunque ha già allertato la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro i cui magistrati inquirenti da qui alle prossime ore potrebbero giungere sul luogo del delitto per avocare sin da subito le indagini.

Leonardo Portoraro attualmente era un uomo libero. Era stato arrestato negli anni Novanta e poi condannato per associazione mafiosa ed usura, aveva scontato il carcere, diversi anni dopo in un altro processo per estorsione venne assolto e risarcito dallo Stato per ingiusta detenzione. Secondo la ricostruzione giudiziaria dell’ex boss di Cosenza Franco Pino, poi divenuto collaboratore di giustizia, Portoraro avrebbe ordinato il duplice omicidio, avvenuto a Cassano Jonio nel 1993, di Alfredo Elia e Leonardo Schifini. L’anno prima, sempre a Cassano, gli avevano ammazzato il fratello 34enne, Giovanni Portoraro.

Frattanto trapela la notizia secondo la quale sarebbe stata ritrovata, incendiata e carbonizzata in una zona collinare tra i Comuni di Villapiana e Plataci, l’Audi A3 usata dall’ignoto gruppo di fuoco. Si tratterebbe, ovviamente, d’una vettura rubata.