Salvatore Iacoi è un cittadino italiano residente a Rossano. È un ispettore, oggi in pensione, della Polizia di Stato. Una persona perbene. Ancor più perché insieme a noialtri è tuttora imputato presso il Tribunale di Salerno per avere assieme – secondo l’accusa – diffamato a mezzo stampa un magistrato nel 2011 in servizio presso l’ex Tribunale di Rossano. Ma questa è un’altra storia. Quella di cui siamo costretti ad occuparci oggi è – invece – nientepocodimenochè una storia di censura. La censura d’un libro. Messo all’indice dei libri proibiti addirittura da parte d’un ente pubblico d’uno Stato laico, il Comune italiano di Rossano, come nel 1571 quando Papa Pio V istituì in seno alla Chiesa quell’apposito organismo che aveva il compito d’esaminare le opere d’ingegno sospette d’essere nocive alla religione, un’istituzione che s’accanì in particolare contro la stampa, iscrivendo nell’“Indice dei libri proibiti” quelli che riteneva pericolosi o dannosi per la fede e per la morale di cui pertanto vietò la lettura, la vendita, la traduzione e la detenzione, oggi prerogativa del Sant’Uffizio.

Del libro in questione, intitolato “Una finestra sull’amministrazione della Polizia e della Giustizia”, pubblicato da Falco editore di Cosenza e già in commercio da qualche settimana, Salvatore Iacoi ne è ovviamente l’autore. Un volume pregno di nomi, cognomi, fatti e circostanze: tutto strettamente connesso all’attività lavorativa svolta nella vita da parte dell’autore. Il quale avrebbe voluto - anzi dovuto - presentarlo per la prima volta proprio nel comune in cui risiede ed in cui ha operato da poliziotto, e, quindi, da rappresentante lo Stato.

La presentazione si sarebbe dovuta tenere ieri, domenica 10 settembre, alle 10,30, presso la Sala Rossa del palazzo comunale dedicato a San Bernardino. In giro per il comprensorio della Piana di Sibari v’erano già le locandine d’annuncio con l’elenco dei relatori invitati all’appuntamento, tra i quali il sindaco di Rossano Stefano Mascaro. Ma la presentazione sarebbe stata “bloccata” qualche giorno prima. E proprio dal Comune, che avrebbe dapprima concesso la Sala Rossa ed il patrocinio all’iniziativa, tornando poi sui suoi passi attraverso un clamoroso atto di revoca. Per motivi oscuri. Connessi ovviamente al contenuto del volume.

Salvatore Iacoi ha pubblicamente accusato il vicesindaco Aldo Zagarese, il quale avrebbe firmato l’atto di revoca della concessione della sala e del patrocinio comunali, di censura nei suoi confronti. Ed ha pubblicamente accusato il Comune di Rossano d’aver violato gli articoli 17 e 21 della Costituzione della Repubblica Italiana collocati tra i “Principi fondamentali” e i “Diritti e doveri dei cittadini”, dal momento che l’ente pubblico avrebbe persino negato l’autorizzazione a presentare il libro in pubblica piazza, a Piazza Steri, pochi passi da Palazzo San Bernardino. L’ex poliziotto rossanese ha denunciato tutto attraverso una circostanziata lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, al Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, al sindaco ed a tutti i consiglieri comunali di Rossano, ed attraverso un’ancor più circostanziata conferenza stampa tenuta stamane presso la sala convegni d’un albergo rossanese alla presenza, tra gli altri, dell’avvocato Salvatore Sisca, noto penalista del foro di Castrovillari, cui lo stesso Iacoi ha dato mandato al fine di procedere penalmente e civilmente nei confronti dei ritenuti responsabili della censura.

Dal canto proprio, il vicesindaco Zagarese si difende e motiva la propria decisione di revocare la concessione della sala e del patrocinio comunali alla presentazione del libro di Iacoi: «Ho letto il volume, il cui contenuto ho ritenuto assolutamente non meritevole del patrocinio morale da parte del Comune di Rossano, nelle prossime ore diramerò un comunicato stampa al fine di replicare agli attacchi cui sono stato sottoposto tanto come persona quanto come pubblico amministratore».

(nella foto, a sinistra dell'autore Salvatore Iacoi il figlio Giovanni, poliziotto anch'egli e segretario nazionale del sindacato di polizia "Libertà e sicurezza" dell'Ugl, a destra l'avvocato Salvatore Sisca)