Non mi farà scrivere un pezzo lungo nè scontato la mia memoria pur lunga quarant’anni di don Flaminio Ruffo (foto), popolarissimo ed amatissimo sacerdote del mio, del nostro paese, Corigliano Calabro. Oggi ci ha lasciati, all’età di 90 anni, ancora attivissimo nella sua opera pastorale e non solo. Io sono soltanto una tra le migliaia di persone che con don Flaminio ha ricevuto Sacramenti ed insegnamenti, in parrocchia e fuori da essa, e di questo voglio ringraziarlo pure oggi che non può più leggermi – come amava fare perché me lo diceva ogni santa volta che c’incontravamo – e che non può ascoltarmi. Fisicamente. Spiritualmente credo sia diverso, e sento che egli possa sia leggermi che fermarsi ad ascoltarmi. Solo qualche breve personale ricordo tra i più recenti, e forse tra i più belli.

Era il giorno di Natale del 2015. Mi trovavo in un noto bar dello Scalo, la popolosa e centrale frazione che m’ha visto crescere e dove don Flaminio era un’Istituzione. Ero seduto ad un tavolino e bevevo un calice di prosecco in compagnia d’un mio caro amico. All’improvviso, inaspettatamente quanto felicemente, entrò don Flaminio accolto dal saluto unanime dei presenti e dagli auguri per il Santo Natale. L’amico mio ed io gli offrimmo da bere, invitandolo a sedersi con noi. Dopo una breve quanto simpatica “resistenza” egli accettò di bere con noi un calice di prosecco, rimanendo in piedi ed intrattenendoci piacevolmente. Poi ci salutammo. Come accadeva ogni qualvolta ed ovunque l’incontravo, l’ultima meno d’un mese fa, per strada, sempre allo Scalo.

Ricordo con piacere e gratificazione le sue telefonate, quando, interessandosi di qualcuno che bisognava aiutare, m’interessava del “caso” perché ne scrivessi al fine di sensibilizzare le nostre istituzioni civiche e la nostra comunità. L’ultima, cui fece seguito un incontro, su un caso davvero molto difficile, appena qualche mese fa.

Perché don Flaminio era questo, viveva quotidianamente tra la sua gente e per la sua gente alla quale per una lunga intera vita ha dato una grande mano benedetta dalla spiritualità della sua missione religiosa. E per questo bisogna ringraziarlo infinitamente pure oggi che non è più tra noi.