Forse quella “buca killer”. Però forse no. Sì, perché più di qualcuno tra gl’investigatori è sicuro che no, quella buca non c’entrerebbe affatto con la tragica morte di Federico Feraco, 14 anni appena (foto)La buca – da ieri sera - è comunque sottoposta a sequestro. Già, perché essa è un’evidente insidia per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni, e potenzialmente “killer”. Federico, poco prima delle 17 di ieri è stato ritrovato esanime da un automobilista in transito a una certa distanza da quella buca nel pieno centro di Via Nazionale della centralissima e popolosa frazione dello Scalo, a Corigliano Calabro.

Il tam tam social-mediatico delle prime ore ha puntato ferocemente il dito indice contro un’immaginaria, fantomatica “auto pirata”. Poi l’ha girato e rigirato, ancora più bestialmente, contro il Municipio. Che è colpevole d’una forma patologica - divenuta oramai fisiologica - di sciatteria nella manutenzione stradale ed urbana in genere. Ma che forse, per una volta e per sua fortuna, non avrebbe responsabilità civili o addirittura penali sulla terribile disgrazia che ha causato la morte dell’adolescente. Il cui corpo senza vita è stato sottoposto ad un attento esame necroscopico esterno da parte del medico legale incaricato dalla Procura di Castrovillari, il quale ha ritenuto opportuna l’effettuazione d’una radiografia cervicale per verificare con esattezza il colpo che ne ha provocato il decesso dopo la probabile caduta del tutto accidentale del ragazzo dalla bicicletta cui era in sella ed il violento impatto della testa, forse con lo spigolo del marciapiede, forse con l’asfalto.

Rilievi tecnici ed attività d’indagine relativi al fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura sono condotti pure in queste ore e con estremo scrupolo da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della locale Compagnia. Sarebbero stati sentiti un paio d’adolescenti che, a quanto pare, si trovavano in compagnia di Federico e lo seguivano anch’essi in bicicletta. Ciò mentre lo spettro d’immagine delle registrazioni prelevate da parte degli stessi detective dell’Arma dalle telecamere esterne ed a circuito chiuso d’alcuni esercizi commerciali, non mostrerebbe, purtroppo, il momento della caduta del povero Federico ma soltanto il suo passaggio sulla strada. Le indagini continuano a ritmo serrato e speriamo facciano piena luce e massima chiarezza su quanto realmente e tragicamente accaduto. Nella tarda mattinata d'oggi in caserma ha fatto capolino pure il sindaco Giuseppe Geraci.

Il massimo rappresentante istituzionale del Comune nella serata di ieri aveva comunicato la proclamazione del lutto cittadino in concomitanza con l’orario delle esequie dell’adolescente, tuttora in corso presso la parrocchia di Maria Santissima Immacolata, a pochi passi dall’abitazione della stessa vittima. Una cerimonia funebre partecipatissima. Ciò stona, e stona assai, con la mancata sospensione dell’altrettanto partecipatissima “Notte d’estate” tenutasi a partire dalla serata di ieri nel centro storico, proprio mentre allo Scalo i carabinieri, coadiuvati dalla Polizia municipale sul fronte del traffico stradale, erano ancora impegnati coi rilievi del tragico sinistro. Secondo le indiscrezioni provenienti dagli ambienti del Comune, pare che il sindaco Geraci avesse palesato la volontà di sospendere la festa, ma si sarebbe “scontrato” con alcuni tra i principali promotori ed organizzatori della grande iniziativa d’intrattenimento, che sulla stessa avevano investito tempo e denaro e sarebbero stati irremovibili di fronte alla richiesta di rinunciare alla riuscita ed al ritorno economico dell’evento stesso. Quando la morte val bene una festa vien da scrivere amaramente al cronista, accompagnando tale constatazione con una perentoria esclamazione: vergogna!

Fortunatamente non è mancato e non manca chi - per una sensibilità che dovrebbe essere del tutto naturale per ciò che ipocritamente viene definita “una comunità” – ha inteso sospendere la propria attività d’intrattenimento proprio nell’ambito della “Notte d’estate” oppure ha già comunicato l’annullamento ed il rinvio d’altre iniziative d’intrattenimento in programma in questi giorni.

E mentre polemiche di varia natura corrono veloci sulla rete multimediale dei social network, il sorriso ora eterno di Federico ci saluta tutti, fortunatamente inconscio d’aver vissuto i suoi primi ed ultimi quattordici anni in un paese “così”.