Mai data avrebbe potuto essere più emblematica: il Consiglio comunale di Corigliano Calabro con all’ordine del giorno il ritiro dell’atto di impulso alla fusione istituzionale ed amministrativa col Comune di Rossano rinviato all’11 settembre! Questa data non può che ricordare l’attentato alle torri gemelle di New York, ma questa volta chi imploderà, Giuseppe Geraci o la fusione? Certo il sindaco di Corigliano è in grave difficoltà, ha resistito a lungo facendo il “politico” ma poi è venuto allo scoperto come persona dichiarando le sue reali intenzioni con sincerità.

Con sorpresa ha dovuto prendere atto di avere sulle sue “nuove” posizioni, ed a sua “insaputa”, un’eterogenea santa alleanza partigiana: ben pochi membri della sua (ex?) maggioranza, diversi consiglieri dell’opposizione, poi, tra gli altri, quello che in elezioni “normali” dovrebbe essere lo sfidante numero uno per il ruolo di sindaco ed infine anche chi in Consiglio comunale e fuori lo ha attaccato più duramente di tutti! Riassumendo, Geraci è nel pallone e minaccia dimissioni, la città in con-fusione, i fusionisti rossanesi gongolano, Dima non buca lo schermo come una volta ma ha bucato le gomme a Geraci, i comitati coriglianesi del “Sì” fiduciosi e pimpanti ancora ignari di essere potenziali cavalli di Troia di una storia, che comunque andrà a finire, sarà un insuccesso, lasciando per strada “morti”, “feriti” e lacerazioni sociali che non si vedevano dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini.

L’augurio è che la democrazia prevalga comunque e che chi vincerà abbia avuto ragione nella concretezza degli eventi futuri. Come sempre, ai posteri l'ardua sentenza!

                                                                                                                           * scrittore