Non sarà l’odierno annuncio di querela del sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci a “normalizzarci”, come lo stesso vorrebbe. Come non lo sono state le due precedenti querele dallo stesso formalizzate in questi ultimi mesi nei nostri confronti, una delle quali addirittura per istigazione a delinquere oltre che per diffamazione a mezzo stampa. Sul punto Geraci stia pur tranquillo: con noi ha perso ancor prima di cominciare. E, dal momento che siamo in argomento, cogliamo l’occasione per rendere pubblico un aspetto che fino ad oggi consideravamo privato: abbiamo già provveduto a querelare Geraci, lo scorso 21 di giugno, per calunnia. Adesso non ci resta che attendere la notifica della terza già annunciata querela, per “rispondere” nuovamente con lo stesso mezzo.

Sorridiamo - anzi ridiamo di gusto – di fronte alle lezioni di deontologia giornalistica che il sindaco di Corigliano Calabro tenta per l’ennesima volta di propinarci, condite di sostantivi quali «ossessione» e d’aggettivi quali «delirante», sintomaticamente consoni a quanti frequentano i centri di salute mentale delle aziende sanitarie, non i municipi.

Infine, prendiamo atto delle smentite categoriche di Geraci in merito alle presunte pressioni subite per approvare i bilanci della società municipalizzata Meris Scarl ed in merito alla sua personale non conoscenza circa la presunta indagine giudiziaria per corruzione nei confronti d’un assessore della sua giunta. Che non “cancella” affatto l’indiscrezione circolante da oltre una settimana tra gli stessi uffici comunali, evidentemente non sufficientemente controllati dal sindaco Geraci.                         

 

La replica integrale del sindaco Geraci

«L’ossessione di quanti creano e diffondono falsità per tentare di offuscare, inquinare ed offendere la dignità, l’onorabilità e l’immagine pubblica e privata degli amministratori in carica ha assunto ormai connotati talmente evidenti e lontani da ogni forma di normale autocontrollo che meriterebbero ben altre attenzioni, in altre sedi. Di certo, affermazioni, allusioni e pure invenzioni di cui qualcuno continua a rendersi sistematicamente protagonista solitario si collocano chiaramente al di fuori sia della pur legittima critica politico-amministrativa (qualora si fosse in grado di dimostrare gli attributi necessari per interpretare ruoli di interlocutore pubblico o addirittura di una qualsivoglia istituzione); sia, soprattutto, al di fuori della pur eventuale, durissima indagine giornalistica (qualora si fosse in grado di dimostrare quella minima imparzialità alla quale è tenuto, sempre e comunque, chiunque svolge il delicato ruolo di informare l’opinione pubblica). È quanto dichiara il sindaco Giuseppe Geraci smentendo categoricamente le gravissime falsità diffuse sui media in questi ultimi giorni, sia in merito ad inventate pressioni che lo stesso primo cittadino avrebbe subito relativamente all’approvazione dei bilanci 2014, 2015 e 2016 da parte della Meris Srl società di gestione dei servizi del Mercato ittico di Schiavonea; sia, da ultimo, in merito all’altrettanto inventata indiscrezione, di cui il sindaco sarebbe informato, relativa ad un’indagine di corruzione per un membro della giunta. Siamo – continua il sindaco – di fronte ad autentiche ricostruzioni più che fantasiose, deliranti e mistificatorie della realtà, prive di ogni fondamento e costruite ad arte, senza alcuna correttezza deontologica e diffuse col solo intento di disinformare, confondere e creare confusione e odio sociale. Da una parte, continuiamo, quindi, a fare appello alla comunità a preferire ed a condividere – aggiunge – sentimenti ed atteggiamenti di comprensione e di collaborazione in un periodo che è forse quello più complicato per tutta la città rispetto alla somma di emergenze gravi da affrontare insieme, dalla siccità ai migranti; dall’altra – conclude Geraci – come già fatto in altre analoghe circostanze, rispetto a falsità assurde ed intollerabili, abbiamo già dato mandato ai nostri legali per tutelare la dignità e l’immagine del sottoscritto, dell’amministrazione comunale e della città intera».