Il sindaco Geraci chiarisca pubblicamente

Da oltre una settimana tra i lunghi corridoi e i vari uffici della sede municipale di Palazzo Garopoli, come negli altri uffici comunali di Corigliano Calabro dislocati altrove, circola con insistenza la notizia – o una maldicenza? - che sul capo d’uno degli assessori della giunta retta dal sindaco Giuseppe Geraci (foto) penda un’indagine giudiziaria su un’ipotesi di reato gravissima per un pubblico amministratore: corruzione. Le indiscrezioni che fuoriescono copiosissime dal palazzo rivelano che ad esserne a conoscenza vi sarebbe lo stesso sindaco. E sarebbe grave fosse altrimenti, aggiungiamo noi.

Le stesse copiosissime indiscrezioni di palazzo dipingono un sindaco molto nervoso proprio per tale presunta vicenda. E svelano d’una sfuriata con la responsabile del settore di pertinenza dell’assessore in questione, che verso la fine della scorsa settimana sarebbe stata energicamente redarguita per non avere adeguatamente monitorato e controllato l’operato dell’assessore (sic!) che sarebbe finito sotto indagine da parte della magistratura inquirente.

Del merito della presunta vicenda si sa poco. Da quel poco emergerebbero comunque contorni assai inquietanti a dar credito alle indiscrezioni che da una settimana in qua ci giungono in redazione in modo consistente ed insistente. E ciò al netto dell’entità delle presunte tangenti che sarebbero state intascate dall’assessore in questione, che potrebbe essere modesta.

L’assessore in questione sarebbe a conoscenza della presunta indagine giudiziaria a suo carico. Per questo motivo, da circa un mese in qua, avrebbe rarefatto la propria presenza negli uffici comunali, riducendola all’indispensabile. Pure sulla “gestione politica” della presunta vicenda avanzano indiscrezioni. Vi sarebbe stato già un faccia a faccia tra il sindaco e l’assessore, e sarebbe stato sollecitato dal primo col più che probabile proposito di convincere l’altro a rassegnare le proprie dimissioni alla chetichella in modo tale da non far emergere la presunta vicenda corruttiva. Che cade in un momento assai delicato per il Comune di Corigliano e per l’amministrazione Geraci, com’è noto sotto la spada di Damocle d’un possibile scioglimento per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata dal momento che fino al prossimo 7 di agosto vigono i poteri d’accesso della Commissione d’accertamento nominata dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao ai primi dello scorso mese di marzo.

Ora, al cronista competono due domande: uno degli assessori del Comune di Corigliano Calabro è effettivamente indagato per corruzione? E - così fosse – il sindaco Geraci ne è effettivamente a conoscenza? A chiarire la presunta vicenda compete, naturalmente, tanto all’assessore quanto al sindaco Geraci eventualmente quest’ultimo fosse effettivamente a conoscenza d’una indagine giudiziaria a carico d’un assessore della sua giunta. E ciò a tutela dell’onorabilità degli altri assessori della giunta nel caso le voci di corridoio che puntano l’indice contro un non meglio specificato assessore fossero fondate. Ma pure, ovviamente, a tutela dello stesso Comune di Corigliano Calabro e della stessa amministrazione in carica nel caso tali indiscrezioni fossero destituite di fondamento.