A Corigliano Calabro la costante e massiccia presenza di mezzi ed uomini delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia di Stato, si sta risolvendo giorno per giorno come un’iniziativa dal sapore squisitamente propagandistico. Già, perché se il Reparto prevenzione crimine Calabria settentrionale viene impiegato per multare qualche prostituta ed i relativi clienti e qualche automobilista indisciplinato, per poi produrre comunicati stampa a mò di spot mentre in lungo e in largo sul territorio si registrano episodi criminali, il senso di sicurezza che si da ai cittadini è prossimo se non pari allo zero.

Sì, perché da qualche settimana nell’intero territorio coriglianese si registra una nuova recrudescenza di criminalità comune, soprattutto in ordine a furti e ad altri reati ad essi connessi e, a ben vedere, ancor più gravi. Vediamo. Le zone maggiormente prese di mira, in particolare nell’ultima settimana, sono la popolosa frazione di Cantinella, le vicine contrade di San Nico e Mandria del Forno, la zona di contrada Citrea ubicata nei pressi del bivio che conduce nel territorio del Comune di San Giorgio Albanese. In quest’ultima zona si sono registrati numerosi danneggiamenti all’interno di proprietà agricole, al più che probabile fine di mandare un chiaro “segnale” agli stessi proprietari di “mettersi in regola”. Che, a queste latitudini - com’è noto a tutti – significa pagare la cosiddetta “guardianìa”, vale a dire il “pizzo” sui terreni agricoli qui coltivati soprattutto ad agrumi.

Ancora più preoccupante la situazione che si sta registrando tra Cantinella, San Nico e Mandria del Forno. Dove si stanno consumando furti a raffica nelle abitazioni private, spesso addirittura di notte ed in presenza delle stesse vittime, le cui abitazioni vengono ripulite durante le ore dedicate al sonno. V’è da dire che in molti casi gli episodi non sono stati opportunamente denunciati da parte delle stesse vittime. Com’era giusto - anzi sacrosanto – che fosse. Probabilmente perché si sospetta su chi possa celarsi dietro la nuova “Anonima furti” e si ha paura.

Già, perché dalle segnalazioni che ci sono giunte qui in Redazione si sussurra che qualcuna delle vittime abbia addirittura incrociato i volti dei ladri proprio durante la consumazione del furto, ed abbia piegato la testa. Quindi potrebbe trattarsi inequivocabilmente d’una banda di ladri locale, magari legata a qualche “personaggio” un tantino più "consistente". E, sempre in tale già molto preoccupante contesto, pare non siano mancati neppure episodi di furto col metodo del “cavallo di ritorno”, vale a dire col “pizzo” quale contropartita per riscattare la refurtiva. Presi di mira, in particolare, mezzi agricoli ed autovetture. Le cui “sparizioni” per qualche giorno o per qualche ora, naturalmente non sono state denunciate.

I carabinieri della Compagnia cittadina nei giorni scorsi hanno assicurato alla giustizia una banda di ladri composta da stranieri trovata in possesso d’una consistente quantità di refurtiva di varia natura. Che, tuttavia, pare fosse adusa ad “operare” in altre zone del territorio...